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Discussione: LIBRI DEDICATI AGLI ANIMALI

  1. #21
    Senior Member

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    Citazione:Messaggio inserito da sandy
    Adesso basta la pazienza ha un limite ...... ne ho piene le p.... dei tuoi continui lamenti da bambino capriccioso ...sei pesante, ti piace contestare in continuazione......ma che vita conduci x essere così acido!!!!
    cerchi sempre qualcosa x discutere....falla finita x cortesia!
    Perchè il regolamento che viene prontamente applicato dai moderatori per te non deve contare niente?
    E' stata chiusa sul nascere la discussione sui prodotti della Iams colpevolizzando la persona che l'aveva aperta che pensava di fare una bella cosa.
    Tu invece ti permetti di spammare come e quando ti pare, fare pubblicità ai prodotti che tu ritieni più opportuni e i libri che vuoi, con tanto di prezzo...
    Perchè non metti anche il link per ordinarli via internet?
    Un giorno provo io a mettere una inserzione pubblicitaria mascherata da discussione e vediamo cosa succede...
    Sarà chiusa nel giro di pochi secondi.

  2. #22
    Senior Member

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    LIBRI: QUANDO NOSTRO AMICO A 4 ZAMPE HA LE ORE CONTATE
    7 nov 06
    In uscita per Aam Terranuova.

    7 novembre 2006 - Servono veterinari che facciano un po' di piu' gli psicologi, non solo di cani e gatti, ma anche dei loro 'padroni'. Il pericolo e' quello di compiere scelte affrettate in momenti particolarmente delicati, come quello degli ultimi giorni di vita degli amici a quattro zampe.
    E' questo il difficile argomento affrontato da Stefano Cattinelli, veterinario, nel volume 'Amici fino in fondo' (Editrice Aam Terra Nuova, pp 124, euro 9), che tramite il racconto di alcune esperienze cerca di dare consigli utili a medici e pazienti. La vita degli animali infatti e' piu' breve di quella dell'uomo e quando il momento di separarsi si avvicina spesso una decisione molto diffusa e' anche quella piu' rapida: praticare la 'puntura'.
    'Quella della morte dell'amico a quattro zampe e' un' esperienza devastante nel rapporto fra uomo e animale - spiega Cattinelli - ma il veterinario in questo caso puo' svolgere il ruolo di anello di congiunzione fra i due, accompagnando la persona nello stare al fianco del suo amico'.
    La puntura insomma, secondo Cattinelli, non e' la soluzione obbligata, anzi, lo e' in un numero ridotto di casi. Il problema non sarebbero tanto le sofferenze dell'animale, quanto le resistenze della persona che non riesce ad affrontare questo naturale passaggio della vita, facilitando cosi' la decisione del veterinario che vede il 'padrone' in crisi.
    Il periodo che precede il distacco, secondo l'autore, e' utile per elaborare la perdita, che avverrebbe con maggiore serenita'. Il medico potrebbe quindi contribuire maggiormente nel compiere una scelta lucida: 'In realta' e' solo chi ha vissuto tanto a lungo con l'animale che puo' sapere veramente quando viene raggiunto il limite consentito, perche' la soglia tra il lasciar andare l'animale e l'accanimento terapeutico e' molto sottile - spiega Cattinelli. E sostenere la persona, ragionare insieme su cosa fare, significa dedicare molto tempo a un singolo paziente' spiega il veterinario. La questione allora e' capire quando non bisogna accanirsi con le medicine, per lasciar morire l'animale in modo naturale. Il rapporto con l'amico a quattro zampe infatti e' sempre puramente emozionale: 'Con un animale non puo' esserci contrasto come con gli esseri umani, spiega Cattinelli. Cane o gatto restano semplicemente al nostro fianco, non giudicano. Il contrasto arriva quando stanno male, e' allora che non si e' piu' in grado di gestire il rapporto'.
    E' in quel momento che la figura del veterinario diventa importante, nell'assistere il 'padrone' che analizza il suo rapporto con l'animale. 'In questi casi bisogna mettersi in gioco, ciascuno con il proprio vissuto - racconta il medico. Il veterinario puo' sostenere nel percorso fino alla morte dell'animale, ma sta alla persona cercare di dare un senso a questo dolore. Si pensa che rimanere al fianco dell'animale sia piu' doloroso, mentre bisogna essere lucidi in questo passaggio e lasciarlo andare. Piu' e' lunga un'agonia, piu' viene richiesta l'analisi di questo rapporto. Se l'animale - spiega il veterinario - ad esempio riempie altri vuoti emozionali, come quello di un partner o di una famiglia che non c'e', oltre al vuoto dell'animale alla sua morte si aggiungera' il vuoto che gli abbiamo chiesto di riempire'. Per questo e' necessario analizzare il valore della perdita per poi superarla. Secondo le esperienze raccolte da Cattinelli, riuscire a 'salutare' l'animale restando al suo fianco nel momento piu' doloroso renderebbe il distacco meno drammatico. E metodi alternativi come i fiori di Bach possono aiutare nel periodo piu' difficile.
    (ANSA)

    mi sembra un bel libro
    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

  3. #23
    Senior Member

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    LIBRI: QUANDO NOSTRO AMICO A 4 ZAMPE HA LE ORE CONTATE
    7 nov 06
    In uscita per Aam Terranuova.

    7 novembre 2006 - Servono veterinari che facciano un po' di piu' gli psicologi, non solo di cani e gatti, ma anche dei loro 'padroni'. Il pericolo e' quello di compiere scelte affrettate in momenti particolarmente delicati, come quello degli ultimi giorni di vita degli amici a quattro zampe.
    E' questo il difficile argomento affrontato da Stefano Cattinelli, veterinario, nel volume 'Amici fino in fondo' (Editrice Aam Terra Nuova, pp 124, euro 9), che tramite il racconto di alcune esperienze cerca di dare consigli utili a medici e pazienti. La vita degli animali infatti e' piu' breve di quella dell'uomo e quando il momento di separarsi si avvicina spesso una decisione molto diffusa e' anche quella piu' rapida: praticare la 'puntura'.
    'Quella della morte dell'amico a quattro zampe e' un' esperienza devastante nel rapporto fra uomo e animale - spiega Cattinelli - ma il veterinario in questo caso puo' svolgere il ruolo di anello di congiunzione fra i due, accompagnando la persona nello stare al fianco del suo amico'.
    La puntura insomma, secondo Cattinelli, non e' la soluzione obbligata, anzi, lo e' in un numero ridotto di casi. Il problema non sarebbero tanto le sofferenze dell'animale, quanto le resistenze della persona che non riesce ad affrontare questo naturale passaggio della vita, facilitando cosi' la decisione del veterinario che vede il 'padrone' in crisi.
    Il periodo che precede il distacco, secondo l'autore, e' utile per elaborare la perdita, che avverrebbe con maggiore serenita'. Il medico potrebbe quindi contribuire maggiormente nel compiere una scelta lucida: 'In realta' e' solo chi ha vissuto tanto a lungo con l'animale che puo' sapere veramente quando viene raggiunto il limite consentito, perche' la soglia tra il lasciar andare l'animale e l'accanimento terapeutico e' molto sottile - spiega Cattinelli. E sostenere la persona, ragionare insieme su cosa fare, significa dedicare molto tempo a un singolo paziente' spiega il veterinario. La questione allora e' capire quando non bisogna accanirsi con le medicine, per lasciar morire l'animale in modo naturale. Il rapporto con l'amico a quattro zampe infatti e' sempre puramente emozionale: 'Con un animale non puo' esserci contrasto come con gli esseri umani, spiega Cattinelli. Cane o gatto restano semplicemente al nostro fianco, non giudicano. Il contrasto arriva quando stanno male, e' allora che non si e' piu' in grado di gestire il rapporto'.
    E' in quel momento che la figura del veterinario diventa importante, nell'assistere il 'padrone' che analizza il suo rapporto con l'animale. 'In questi casi bisogna mettersi in gioco, ciascuno con il proprio vissuto - racconta il medico. Il veterinario puo' sostenere nel percorso fino alla morte dell'animale, ma sta alla persona cercare di dare un senso a questo dolore. Si pensa che rimanere al fianco dell'animale sia piu' doloroso, mentre bisogna essere lucidi in questo passaggio e lasciarlo andare. Piu' e' lunga un'agonia, piu' viene richiesta l'analisi di questo rapporto. Se l'animale - spiega il veterinario - ad esempio riempie altri vuoti emozionali, come quello di un partner o di una famiglia che non c'e', oltre al vuoto dell'animale alla sua morte si aggiungera' il vuoto che gli abbiamo chiesto di riempire'. Per questo e' necessario analizzare il valore della perdita per poi superarla. Secondo le esperienze raccolte da Cattinelli, riuscire a 'salutare' l'animale restando al suo fianco nel momento piu' doloroso renderebbe il distacco meno drammatico. E metodi alternativi come i fiori di Bach possono aiutare nel periodo piu' difficile.
    (ANSA)

    mi sembra un bel libro
    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

  4. #24
    Senior Member

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    IO & MARLEY, di John Grogan:

    la storia esilarante di un giornalista che non si era reso coto di quanto potesse essere vivace un labrador. un libro che mi fa ridere forte ad ogni pagina, ed ispira tanta tenerezza, scritto in modo semplice e scorrevole, invoglia il lettore ad andare avanti ad oltranza, anche quando gli occhi si stanno chiudendo per il sonno, continui a leggere per vedere cos'altro combina marley!
    dopo aver passato una vita con questo cane, l'autore non ha potuto resistere alla tentazione di dargli la celebrità che meritava.

    LA TRAMA:
    Quando John e Jenny, una giovane coppia della Florida, decidono di adottare un cane per fare pratica come genitori non si immaginano quale uragano sta per abbattersi sulla loro casa. Marley, un Labrador giallo, da adorabile cucciolo si trasforma immediatamente in un gigante maldestro che si lancia attraverso le porte a zanzariera, distrugge le pareti, sbava sugli ospiti, ingurgita qualsiasi cosa attiri la sua curiosità, dai gioielli ai divani, e fugge dai bar tirandosi dietro il tavolino. Insomma, è la vergogna della scuola di addestramento e la disperazione del suo veterinario, che non sa più quale tranquillante prescrivergli. Ma Marley ha anche un cuore puro e innocente. Come rifiuta ogni limite imposto alla sua esuberanza, così la sua lealtà e il suo attaccamento sono infiniti, e la sua allegria devastante ma contagiosa sa riconquistarsi ogni volta l'affetto dei padroni. Questo libro è la sua storia, le gesta di una "persona non umana" che ha condiviso le gioie e i dolori della famiglia mentre questa cresceva, se n'è sentito parte anche nei periodi in cui nessuno voleva più saperne di lui e soprattutto è stato, per tutta la sua esistenza, un distruttivo, insostituibile, commovente esempio d'amore e fedeltà.

    HANNO COMMENTATO:
    ... ho riso a crepapelle, ho sorriso, ed infine ho pianto, ma quanto ho pianto!!!!! Libro fantasticamente realistico(...almeno per quanto mi riguarda!!!...) e ricco di sentimento!!!Scritto divinamente bene da un giornalista che ho saputo trasformare in parole ogni atteggiamento, sguardo, smorfia e rumore che caratterizzano i nostri animali !!!! chi possiede.. e ama.. un cane, non può fare a meno di leggerlo!!!! buon divertimento!!!

    La gola che mi bruciava, gli occhi che facevano scendere qualche lacrima, incredibile per la prima volta in vita mia ho pianto leggendo un libro. E pensare che lo avevo comprato perchè adoro i cani.. i labrador, ed ero rimasto colpito dalla copertina e quello che c'era scritto e cioè che sono pazzi, devastanti ma li amiamo lo stesso. Un libro fantastico che ti strappa sorrisi e lacrime con una facilità sorprendente, certamente complice di tutto questo resta la passione per i nostri fedelissimi amichetti a quattro zampe. Un libro che ti lascia pensare e che ti pone i dubbi sui veri valori della vita... decisamente bello.


  5. #25
    Senior Member

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    IO & MARLEY, di John Grogan:

    la storia esilarante di un giornalista che non si era reso coto di quanto potesse essere vivace un labrador. un libro che mi fa ridere forte ad ogni pagina, ed ispira tanta tenerezza, scritto in modo semplice e scorrevole, invoglia il lettore ad andare avanti ad oltranza, anche quando gli occhi si stanno chiudendo per il sonno, continui a leggere per vedere cos'altro combina marley!
    dopo aver passato una vita con questo cane, l'autore non ha potuto resistere alla tentazione di dargli la celebrità che meritava.

    LA TRAMA:
    Quando John e Jenny, una giovane coppia della Florida, decidono di adottare un cane per fare pratica come genitori non si immaginano quale uragano sta per abbattersi sulla loro casa. Marley, un Labrador giallo, da adorabile cucciolo si trasforma immediatamente in un gigante maldestro che si lancia attraverso le porte a zanzariera, distrugge le pareti, sbava sugli ospiti, ingurgita qualsiasi cosa attiri la sua curiosità, dai gioielli ai divani, e fugge dai bar tirandosi dietro il tavolino. Insomma, è la vergogna della scuola di addestramento e la disperazione del suo veterinario, che non sa più quale tranquillante prescrivergli. Ma Marley ha anche un cuore puro e innocente. Come rifiuta ogni limite imposto alla sua esuberanza, così la sua lealtà e il suo attaccamento sono infiniti, e la sua allegria devastante ma contagiosa sa riconquistarsi ogni volta l'affetto dei padroni. Questo libro è la sua storia, le gesta di una "persona non umana" che ha condiviso le gioie e i dolori della famiglia mentre questa cresceva, se n'è sentito parte anche nei periodi in cui nessuno voleva più saperne di lui e soprattutto è stato, per tutta la sua esistenza, un distruttivo, insostituibile, commovente esempio d'amore e fedeltà.

    HANNO COMMENTATO:
    ... ho riso a crepapelle, ho sorriso, ed infine ho pianto, ma quanto ho pianto!!!!! Libro fantasticamente realistico(...almeno per quanto mi riguarda!!!...) e ricco di sentimento!!!Scritto divinamente bene da un giornalista che ho saputo trasformare in parole ogni atteggiamento, sguardo, smorfia e rumore che caratterizzano i nostri animali !!!! chi possiede.. e ama.. un cane, non può fare a meno di leggerlo!!!! buon divertimento!!!

    La gola che mi bruciava, gli occhi che facevano scendere qualche lacrima, incredibile per la prima volta in vita mia ho pianto leggendo un libro. E pensare che lo avevo comprato perchè adoro i cani.. i labrador, ed ero rimasto colpito dalla copertina e quello che c'era scritto e cioè che sono pazzi, devastanti ma li amiamo lo stesso. Un libro fantastico che ti strappa sorrisi e lacrime con una facilità sorprendente, certamente complice di tutto questo resta la passione per i nostri fedelissimi amichetti a quattro zampe. Un libro che ti lascia pensare e che ti pone i dubbi sui veri valori della vita... decisamente bello.


  6. #26
    Senior Member

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    STORIA DI UN CANE E DEL PADRONE A CUI INSEGNÒ LA LIBERTÀ, di Renaldo Fischer:


    veramente una lettura meravigliosa, un po' vecchiotto, è del 1996 ed è un po' difficile da reperire, ma ne vale davvero la pena!

    LA TRAMA:
    Storia di un cane e del padrone a cui insegnò la libertà è la storia di un'amicizia e, come dice Seneca, "l'affetto per un cane dona all'uomo grande forza". Faccia Bello è un cane un po' speciale, pieno di acciacchi, testardo e refrattario a qualsiasi disciplina ma soprattutto è un cane con una rara sensibilità e una straordinaria capacità di godere della vita in tutti i suoi aspetti. Il padrone, che inizialmente instaura con lui un burrascoso rapporto di forza dal quale esce inesorabilmnte sconfitto, impara a poco a poco a capire e ad apprezzare la saggezza e l'equilibrio del cane fino ad apprendere da lui un nuovo e più armonioso stile di vita.
    Sembra quasi che Faccia Bello sia entrato nella vita del suo padrone con una missione, quella di insegnare all'uomo che gli è vicino qual è il vero senso della vita, e in che modo trovare dentro di sé la forza e la ricchezza necessarie per viverla pienamente e con profonda consapevolezza.
    Un libro che ti spezzerà il cuore e contemporaneamente libererà il suo spirito, un libro che ti farà ridere e piangere, una storia d'amore, di amicizia e di magia per tutti coloro che credono nella capacità degli animali di compiere miracoli.

  7. #27
    Senior Member

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    "I SETTE PECCATI CAPITALI DEGLI ANIMALI", IN UN LIBRO
    23 nov 06
    Presentazione del nuovo lavoro di Giorgio Celli.

    23 novembre 2006 - Orsi golosi, bonobo lussuriosi, scoiattoli rossi avari, cani invidiosi, gatti pigri, lupi iracondi, e persino gazzelle superbe, fanno la loro comparsa nell'ultimo libro di Giorgio Celli, 'I sette peccati capitali degli animali', edito da Mursia, in uscita in questi giorni ed in presentazione, mercoledi' 29 novembre alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli di piazza Colonna 31-35.
    Tra le pagine del libro, l'autore si diverte a rimescolare etologia ed etica, raccontando di animali che hanno comportamenti che non sembrano rispondere a logiche evolutive ma che, piuttosto, fanno capo a categorie morali: animali che distinguono fra Bene e Male, tra regole e peccato, disegnando, in tal modo, un nuovo 'inferno' in cui Celli colloca le specie piu' differenti, domestiche e non, assegnandole ai vari gironi percorrendo i quali incontriamo, per esempio, gli elefanti 'beoni' che cercano nelle pozze sotto gli alberi, frutti ricchi di zucchero, fermentati e, quindi, ad alta gradazione alcolica, senza bere 'serve' ma soltanto perche' 'da' piacere'.
    L'autore, proprio seguendo tale filo di pensiero, attraversa il confine tra natura e morale e sembra dirci che, anche nel mondo animale, c'e' un'etica e che, anzi, l'idea del Bene e del Male ci appartiene proprio perche' siamo animali.
    (Per/Opr/Adnkronos)

    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

  8. #28
    Senior Member

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    Sulla vivisezione
    Edito da ETS, è uscito senza troppo clamore un piccolo gioiello "Sulla Vivisezione", capace forse di stupire non pochi: perché il suo autore è Richard Wagner, esimio compositore, di solito non accostato a tematiche animaliste.Annamaria Manzoni
    Fonte: www.vegetariani.it

    20.11.06
    23 novembre 2006
    "Sulla Vivisezione" è una lettera aperta, scritta a Ernst von Weber, in risposta al suo scritto "Le camere di tortura della morte", in cui Weber condannava "la vacua curiosità e mania di scoperta" che spingeva i vivisettori a fare "ogni sorta di esperimenti a vanvera su migliaia di esseri viventi".

    La copertina del libro Sulla vivisezione Wagner, incurante che siano gli spiriti beffardi e motteggiatori i soli ad occuparsi delle prese di posizione contro la vivisezione, ne parla come della "più grave questione dell'umanità", della "barbarie più inumana"; la combatte con la forza fiera delle sue argomentazioni rifiutando di farlo in nome del principio dell'utilità, a cui oppone piuttosto quello della compassione per tutto ciò che vive: perché le società che ragionano solo in termini di interesse sono maledette e le religioni che le sostengono sono sdivinizzate, svuotate del dio che divulgano.
    La compassione di cui Wagner parla, lontana da quella a buon mercato che si esprime con scuotimenti di testa e alzate di spalle, è compassione pura, è empatia, partecipazione, dolore dell'altro sentito nel proprio corpo e nella propria anima.
    Sa bene di non doverla cercare nel dogma ecclesiastico, tranquillo nel ridurre gli animali a oggetti d'uso e consumo; e rabbiosamente comprende di non poterla trovare nei medici, quando questi, pur consacrati ad alleviare le sofferenze umane, difendono le torture sugli animali: così incapaci di compassione da diventare inaffidabili, nullità nel loro mestiere, già pronti, nella loro insensibilità alla sofferenza dell'altro, a passare alla sperimentazione umana, sostituendo una vittima debole e indifesa con un' altra altrettanto debole e indifesa.


    La pietà nei confronti degli animali (che diventerà in Wagner anche difesa del vegetarianesimo) si esprime nell'ammonimento a chi "si arrampica sull'albero della scienza" a guardare non nell'interno sventrato di un animale vivo ma nei suoi occhi, dove "parla la sublime tristezza della natura, per il buio della sua esistenza....piena di tormento, poiché dove egli scherza con la scienza, l'animale prende la cosa sul serio". Se l'uomo è in grado di trasformare la propria sofferenza dandole un senso religioso o metafisico, l'animale è tutto lì nella sua percezione e nel suo sentire presente e privo di riscatto, e l'unica sublimazione della insensata sofferenza che gli viene inflitta sta, incredibilmente, nella sua capacità di continuare ad amare il suo tormentatore.
    Straordinariamente attuale, Wagner sostiene la necessità di una abolizione incondizionata della vivisezione, senza se e senza ma, non una sua limitazione nè un controllo statale, che altro non produrrebbero se non la presenza "di un gendarme appositamente istruito a ogni conferenza di fisiologia dei signori professori e dei loro spettatori".


    Grande Wagner, che traduce le pulsioni del suo genio in un atto di accusa dolentissimo ed estremo: l'eco della sua protesta attraversa un tempo che si misura in secoli, per arrivare dove nulla è cambiato, dove stato e chiese, istituzioni e scienza, solerti vigilano affinché la compassione tra esseri viventi sia tacitata in nome della necessità, ridicolizzata nella gerarchia di valori di comodo, sostituita dalla filosofia dell'interesse.



    Note:

    Sulla vivisezione
    di Richard Wagner (traduzione a cura di Sandro Barbera, Giuliano Campioni)
    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

  9. #29
    Senior Member

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    Sulla vivisezione
    Edito da ETS, è uscito senza troppo clamore un piccolo gioiello "Sulla Vivisezione", capace forse di stupire non pochi: perché il suo autore è Richard Wagner, esimio compositore, di solito non accostato a tematiche animaliste.Annamaria Manzoni
    Fonte: www.vegetariani.it

    20.11.06
    23 novembre 2006
    "Sulla Vivisezione" è una lettera aperta, scritta a Ernst von Weber, in risposta al suo scritto "Le camere di tortura della morte", in cui Weber condannava "la vacua curiosità e mania di scoperta" che spingeva i vivisettori a fare "ogni sorta di esperimenti a vanvera su migliaia di esseri viventi".

    La copertina del libro Sulla vivisezione Wagner, incurante che siano gli spiriti beffardi e motteggiatori i soli ad occuparsi delle prese di posizione contro la vivisezione, ne parla come della "più grave questione dell'umanità", della "barbarie più inumana"; la combatte con la forza fiera delle sue argomentazioni rifiutando di farlo in nome del principio dell'utilità, a cui oppone piuttosto quello della compassione per tutto ciò che vive: perché le società che ragionano solo in termini di interesse sono maledette e le religioni che le sostengono sono sdivinizzate, svuotate del dio che divulgano.
    La compassione di cui Wagner parla, lontana da quella a buon mercato che si esprime con scuotimenti di testa e alzate di spalle, è compassione pura, è empatia, partecipazione, dolore dell'altro sentito nel proprio corpo e nella propria anima.
    Sa bene di non doverla cercare nel dogma ecclesiastico, tranquillo nel ridurre gli animali a oggetti d'uso e consumo; e rabbiosamente comprende di non poterla trovare nei medici, quando questi, pur consacrati ad alleviare le sofferenze umane, difendono le torture sugli animali: così incapaci di compassione da diventare inaffidabili, nullità nel loro mestiere, già pronti, nella loro insensibilità alla sofferenza dell'altro, a passare alla sperimentazione umana, sostituendo una vittima debole e indifesa con un' altra altrettanto debole e indifesa.


    La pietà nei confronti degli animali (che diventerà in Wagner anche difesa del vegetarianesimo) si esprime nell'ammonimento a chi "si arrampica sull'albero della scienza" a guardare non nell'interno sventrato di un animale vivo ma nei suoi occhi, dove "parla la sublime tristezza della natura, per il buio della sua esistenza....piena di tormento, poiché dove egli scherza con la scienza, l'animale prende la cosa sul serio". Se l'uomo è in grado di trasformare la propria sofferenza dandole un senso religioso o metafisico, l'animale è tutto lì nella sua percezione e nel suo sentire presente e privo di riscatto, e l'unica sublimazione della insensata sofferenza che gli viene inflitta sta, incredibilmente, nella sua capacità di continuare ad amare il suo tormentatore.
    Straordinariamente attuale, Wagner sostiene la necessità di una abolizione incondizionata della vivisezione, senza se e senza ma, non una sua limitazione nè un controllo statale, che altro non produrrebbero se non la presenza "di un gendarme appositamente istruito a ogni conferenza di fisiologia dei signori professori e dei loro spettatori".


    Grande Wagner, che traduce le pulsioni del suo genio in un atto di accusa dolentissimo ed estremo: l'eco della sua protesta attraversa un tempo che si misura in secoli, per arrivare dove nulla è cambiato, dove stato e chiese, istituzioni e scienza, solerti vigilano affinché la compassione tra esseri viventi sia tacitata in nome della necessità, ridicolizzata nella gerarchia di valori di comodo, sostituita dalla filosofia dell'interesse.



    Note:

    Sulla vivisezione
    di Richard Wagner (traduzione a cura di Sandro Barbera, Giuliano Campioni)
    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

  10. #30
    Senior Member

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    TUO AFFEZIONATISSIMO FIDO, di Pasquale Piturru, Ed. Olimpia

    E' un libro che ho appena cominciato. E' narrato dal cane stesso, è favoloso, lo consiglio. Comincia parlando del lupo e di come si è avvicinato alla tribù degli unmani, del processo di domesticazione e da lì parte con un argomento dietro l'altro.

    L'autore è un veterinario comportamentalista che ha studiato molti anni in Germania.

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